quarantine chronicles, #18

mi sono svegliata alle cinque e otto minuti. ho aperto gli occhi e mi sono ritrovata perfettamente sveglia e all’erta, come se non stessi dormendo fino a qualche secondo prima. ho ascoltato il vento sibilare fuori dalla finestra, i rintocchi della campana della chiesa più vicina – di cui non conosco il nome – scandire prima le sei, poi le sette, ho visto una luce flebile filtrare dallo spiraglio della tenda. ho sempre odiato questi risvegli spontanei e irrevocabili; quando ogni singola parte del tuo corpo è troppo irrequieta e tesa per riprendere sonno, ma la tua mente è così esausta da fallire ogni singola attività che non consista nell’osservare gli oggetti intorno a te assumere forme e colori.

ho la netta sensazione che il mio cervello sia in uno status di torpore perenne. quando provo a lavorare, le parole che leggo e i concetti che penso scivolano via come se la mia mente fosse un pannello cosparso di olio; nulla permane, e mi ritrovo a rileggere la stessa frase cinque, dieci, quindici volte. faccio fatica a ricordare cosa trovassi di bello nella filosofia: all’improvviso tutto mi suona pretenzioso, arzigogolato, inutilmente complicato. no, non voglio giocare a chi piscia più lontano e non mi interessa avere ragione così come non mi interessa dimostrare a chicchessia che ha torto. non è tolleranza, è menefreghismo – e non sono sicura che da questa sensazione si possa tornare indietro.

eppure ho una tesi da scrivere, un dottorato da completare ed ogni idea è blanda, debole, stupida, triviale.

avevo grandi aspettative per questo periodo a ginevra. andare tra persone che si occupano delle mie robe, mi ero detta, mi darà lo slancio che mi serve, mi aiuterà a ritrovare la passione perduta, mi ricorderà il fascino infantile che provavo quando un argomento mi svelava profonde verità metafisiche riguardo al mondo e alla coscienza. invece sono chiusa tra queste quattro mura, a leggere parole su fogli virtuali su cose che non capisco – o che non voglio capire. non sono mai stata brava a riattizzare il fuoco della passione una volta estinto, e non ricordo a quando risalga l’ultima volta che abbia letto qualcosa di filosofico che non mi abbia annoiato a morte. forse, più in generale, da qualche anno a questa parte mi annoio estremamente facilmente.

questi pensieri mi spaventano perché non ho trascorso così tanto tempo a desiderare una carriera accademica che non saprei cosa altro volere. questo ribrezzo viscerale che provo nei confronti del mio argomento e della filosofia tutta mi accompagna da mesi ormai e non ho la più pallida idea di come uscirne. è così liberatorio scriverlo, però. sono stanca di fingere che mi piaccia quello che faccio, di entrare a gamba tesa in conversazioni infinitamente noiose durante le conference dinners sulla posizione e sugli argomenti di tizio e di caio, di mostrarmi brillante e sicura di me durante un q&a, quando vorrei solo rinchiudermi nel cubicolo di un cesso e sparire. ma soprattutto sono stanca di parlare con altri ricercatori che si sorprendono quando glisso il discorso ‘phd’, come se ci fosse qualcosa di infinitamente sbagliato in me, come se avessi perso un passaggio fondamentale di questo gioco e adesso fossi da guardare tra il compassionevole e l’imbarazzato, come quel commensale che si lascia scappare una battuta di dubbio gusto durante una cena formale.

mi sono pentita di aver intrapreso un dottorato? no. sono felice di farne uno? nemmeno. avrei delle alternative? non credo. quindi taccio e stringo i denti, fino a quando non potrò cliccare su quel meraviglioso tasto ‘submit’ e dimenticarmi della mia tesi, del mio viva e della perenne sensazione di inadeguatezza che ormai mi si è cucita addosso, come una seconda pelle.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...