bio

nasco, forse cresco, sicuramente muoio.

maggio 1991, milano, italia. poi sicilia, i miei decidono di tornare alle loro origini, trascinandomi in questa regione, in questa provincia, così a sud, che più a sud non si può.

leggo, tanto, molto. ho un sacco di tempo libero — e un sacco di passatempi bizzarri. quando si è figli unici bisogna escogitare modi poco ortodossi per sfuggire alla solitudine.

ho una bella famiglia, una bella nonna, dei bei gatti. ho tutto quello che mi serve per essere felice, però, la felicità, non è mai durata molto.

a scuola è facile eccellere, divento adolescente con la convinzione di essere speciale e termino l’adolescenza con la sicurezza di non esserlo.

colleziono traumi poco significativi — ma abbastanza incisivi da rendere felice e ricco un qualsiasi psicoterapeuta d’orientamento freudiano. qualcuno ha detto complesso d’elettra?

dai diciannove ai ventidue scopro la meraviglia dell’indipendenza, la libertà della vita universitaria, la felicità che solo la conoscenza di anime affini provoca.

poi nonna muore, e la mia piccola bolla di sapone si infrange. mi rendo conto di cosa significhi essere soli, come nessun essere umano è mai stato; essere amati, ma in modo insufficiente e condizionale; essere composti di pelle, ossa, ma soprattutto sangue. la futilità dei sentimenti, la precarietà dell’esistenza.

scopro cosa significa avere un attacco di panico. e non mi piace affatto.

scopro cosa significa pagare 80€ per cinquanta minuti di sollievo alla settimana.

accumulo fallimenti, uno dopo l’altro.

vivo in posti a caso: torino, nizza, amsterdam, exeter, manchester, ginevra.

e nel frattempo i miei vent’anni stanno per finire; cosa resta quando si supera i trenta? cosa succede quando sei troppo giovane per essere rispettata dagli anziani e troppo vecchia per essere presa sul serio dagli adolescenti? come si reagisce quando ti chiamano per la prima volta ‘signora’? quando tua madre ti ride in faccia perché indossi dei jeans strappati? quando i tuoi amici si sposano o fanno figli, o si sposano e fanno figli? quando ti rendi conto che non corri abbastanza svelta da seminare le tue responsabilità? quando inizi a dubitare di un futuro che non avevi mai davvero scelto — ma nemmeno mai davvero scartato? 

[spoiler alert: una pandemia]