quarantine chronicles, #38

ho comprato le mie prime mascherine. tre bellissime ffp2, per il modico prezzo di 10 CHF- cadauna. ho comprato anche dei guanti in lattice e trasportato la mia valigia piena degli ultimi vestiti rimasti nella mia vecchia stanza qui nell’airbnb, sotto gli occhi attoniti dei passanti – immagino che vedere una tizia trascinare un trolley gigante in piena pandemia sia diventata una scena bizzarra ai giorni nostri. ho anche comprato il mio primo spray nasale antistaminico. una mattinata piena di prime volte, insomma.

sto preparando la mia fuga da ginevra oscillando tra una miriade di stati d’animo, e ognuno di loro cambia come quando si guarda dentro un caleidoscopio; gli elementi in gioco sono sempre gli stessi, ma i cristalli si spostano ad ogni minimo sussulto – e basta cambiare un attimo la luce per modificare le figure. quindi ogni tanto sono emozionata: saltello e sorrido, contando le ore, e poi i minuti, per quando finalmente potrò lasciare questo posto, di cui purtroppo serberò solo brutti ricordi; ogni tanto sono terrorizzata: ci sono talmente tante cose che potrebbero andare storte. e se mi bloccassero all’aeroporto? e se mi annullassero un volo? e se mi perdessero la valigia? e se mi svegliassi con la febbre, proprio quella mattina? e se mi venisse la febbre tra i due aerei? e se cambiassero il decreto la sera prima?; ogni tanto sono titubante: una scelta così folle sarà la scelta giusta? avrò dei rimorsi?; infine, (raramente) mi sento pervadere da un senso di serenità quando ci penso: andrà tutto bene.

la cosa più strana di tutta questa faccenda è che mi sono sempre lamentata della scarsa spontaneità delle persone che ho frequentato, del continuo overthinking, dell’incapacità di prendere e partire – che per me si è sempre tradotta in una mancanza di interesse nei miei confronti (a torto o a ragione). di conseguenza, anche io ho imparato a ponderare bene prima di scegliere, a mettere in discussione i miei desideri due, tre, dieci, venti volte, a spingere sul freno piuttosto che sull’acceleratore. e invece adesso mi sembra di star guidando un’automobile su cui i freni non siano stati installati sin dall’inizio. è una sensazione molto liberante, nonostante le varie red flags che mi continuano a sventolare sotto al naso. però è anche una delle poche cose che mi ha mantenuto sana in queste ultime tre settimane, e quindi.