chronicose

è sempre poco piacevole — e allo stesso tempo confortante — realizzare quanto poco unx abbia imparato dai propri errori e quanto sia facile dimenticare. se siamo destinatx a ripetere i nostri sbagli again and again, ditemi dove devo firmare per uscirne fuori.

alla fine della fiera, è sempre la stessa solfa. edulcoriamo, idealizziamo e fantastichiamo su altri esseri umani nella speranza che ci rendano più completx, più felici, più interessanti, meno solx e meno insignificanti di quanto siamo mai statx, per poi renderci conto che non è mai così e non ne vale mai la pena. so long, and thanks for all the fish (cit.).

se dovessi riassumere il mio stato d’animo in una parola: esilarata. non nel senso di un divertimento spensierato, quanto più quella risatina un po’ isterica e rassegnata, che però non ti rattrista, ma ti fa solo aprire le braccia e scuotere la testa con un pelo di compassione verso te stessa. ci sarebbero tanti motivi per arrabbiarsi, per piangere e per compatirsi, ma la verità è che tutto ciò richiede semplicemente troppa energia e troppo tempo, e ti rendi conto che a) non ne vale la pena e b) non ne hai voglia.

e quindi sorridi e fai spallucce, mettendo play all’ennesimo episodio dell’ennesima serie che stai binge-watchando nelle ultime tre settimane. yassss.