ordinary life chronicles #3

il sierologico era negativo.
non spenderò parole su quanto sperassi fosse positivo e di essere una delle fortunate paucisintomatiche che potesse lasciarsi l’ansia del covid19 alle spalle.

di buono c’è che sono tornata alla normalità: ho rivisto i miei genitori dopo sei mesi, ho rivisto i miei amici, ho rivisto i miei gatti. questa estate modicana non mi spaventa più — o almeno, non così tanto. vorrei solo poter andare al mare.

quello che mi spaventa è il fatto che abbia perso la capacità di capirmi, di nuovo.
a volte non so cosa voglio. altre volte lo so, ma sono incapace di dirlo a voce alta. altre volte ancora mi sembra che l’unica soluzione sia recidere di netto un tot di rapporti tossici che continuo ad intrattenere e di cui non riesco a sbarazzarmi – ma ovviamente fallisco prima ancora di provarci – e ancora, non so se non riesca a sbarazzarmene perché in fondo non voglia, perché abbia paura di farlo o perché il gioco non ne valga la candela.

vorrei tornare a vedere una terapeuta.

(pensavo che in tutti questi anni di parole imbottigliate avessi finalmente imparato a dire “no”, “questo non mi sta bene”, “hai torto”; invece, a quasi trent’anni, sono ancora qui a dire sommessamente “ok” a cose e a persone che mi fanno venire voglia di lanciare il cellulare contro il muro.)